Giovani Democratici Giovani Democratici pordenone udine gorizia trieste Giovani Democratici rss

Home  » Organi » Esecutivo Regionale » News

News Esecutive 7

Esperienze di vita dal Sudan del Sud-terza parte

mercoledì 04 nov | ore 15.25 | pubblicato da Giovani Democratici Friuli Venezia Giulia

Direttamente dall'isola reale, preceduto dalle guardie del corpo, è atterrato a Juba il ministro di stato inglese Gareth Thomas. http://en.wikipedia.org/wiki/Gareth_Thomas_(English_politician).

Probabilmente non sapete che il progetto per cui lavoro è finanziato dal BSF (basic service found), un fondo stanziato principalmente dai governi del nord Europa - Inghilterra, Norvegia, Olanda... Questo fondo cerca di garantire dei servizi di base minimi in molte zone povere del mondo.
Qui in Sud Sudan vengono sponsorizzati una trentina di progetti di educazione, sanità e accesso all´acqua.

Quando Kate, un donnone di circa sessant´anni responsabile del BSF in Sud Sudan, è arrivata nel mio ufficio e mi ha anticipato che 6 giorni dopo sarebbero arrivate importanti visite dall´Inghilterra, non sapevo cosa dirle. Ero arrivato a Juba da 3 settimane e mi stava dicendo che l´ambasciatore inglese in Sudan, il capo del DFID di tutta l´Africa Orientale e altre persone importanti (di cui non sapeva molto per ragioni di sicurezza) volevano vedere uno dei progetti finanziati dal BSF.

Il nostro, secondo le parole di Kate, era il migliore. A noi decidere quale dispensario far vedere, in accordo con Freddie - il responsabile di Juba del DFID (il dipartimento inglese per lo sviluppo internazionale), che avremmo incontrato il giorno seguente.

Freddie è un trentasettenne inglese alto e tranquillo, ha accolto me e Franca (la rappresentante più importante di OVCI in Sud Sudan) in modo molto gentile. Ci ha spiegato che nei giorni seguenti sarebbe arrivata un´importante delegazione dall´Inghilterra, con il Ministro Gareth.

Avevano in agenda incontri ufficiali, su cui ha sorvolato, ma volevano anche valutare come venivano spesi i soldi della cooperazione inglese. Due giorni prima della visita saremmo dovuti andare a controllare il centro insieme al servizio di sicurezza, per valutare la presenza di eventuali pericoli.

Ci spiegava tutto in un inglese lento e ben scandito, con una mimica facciale molto simpatica.

L´appuntamento con lui e le guardie del corpo era alla "rotonda con le palme dell´università", lungo una delle poche strade asfaltate di Juba.

Li abbiamo guidati fino a Kator, il centro che Franca ed io avevamo prescelto.

Con Freddie abbiamo fatto una chiacchierata col manager, mentre la security (pezzi di granito in maglietta) girava per il centro.

Abbiamo concordato di visitare il centro verso le 10 di mattina.

Il giorno della visita, mentre stavamo per salire in auto e recarci a Kator, arriva la telefonata di Freddie: "L´aereo è in ritardo, ci vediamo alle tredici!" Cosa volete farci, se l´aereo è in ritardo bisogna solo chiamare il manager e dirgli che la visita è posticipata: tanto lui ha i suoi 60 pazienti da visitare, per cui visita inglese o non visita inglese lavoro da fare ne ha, così come noi.

Non facciamo in tempo a riprogrammare la mattina che risuona il cellulare: "Appuntamento alle 11, va bene?"

Ci rimettiamo in auto e andiamo al centro. Dopo pochi istanti arriva Freddie, sempre gentile, che si scusa immensamente con noi e col manager.

Arrivano anche 4 o 5 fuoristrada, e scendono il ministro, l´ambasciatore, e un´altra dozzina di persone.

Il manager riceve gli ospiti e li conduce per il centro.

I visitatori sono gentili, rispettosi, fanno le domande in modo discreto.  Si fanno spiegare cosa viene fatto nel centro, capiscono che - con così tanti pazienti - la carenza dei farmaci è reale, apprezzano il fatto che il personale che lavora lì non sia pagato da una ONG ma sia stipendiato direttamente dallo stato sudanese, ammirano il livello di pulizia all´interno dei locali.

Il Ministro parla prevalentemente con il manager, mentre, sottovoce,lo staff ci riempie di domande e noi li aggiorniamo sulla realtà sud sudanese e sulla situazione dei centri (sono qui da un mese appena, ma sembra davvero esser passato molto più tempo).

Il Ministro chiede di poter parlare con la gente, e il manager acconsente. Le domande solo le solite, forse un po´ banali, ma servono a rompere il ghiaccio tra la delegazione di cawagha in giacca e cravatta ed i pazienti locali.

Ovviamente non tutti i sudanesi conoscono l´inglese, e il manager diventa traduttore. Pian piano le domande passano dal banale a qualcosa di più profondo: nel 2011, come vi ho già scritto, in Sud Sudan ci sarà il referendum per decidere se bisogna dividersi dal Nord Sudan, e il ministro inglese vuole sentire cosa pensa la gente, prima di incontrare i politici locali.

La gente parla, per nulla intimorita ed anzi incuriosita di tanto interesse. Spiega chiaramente che le differenze sono così tante con il nord che per loro sarebbe impossibile continuare così.

Soddisfatto da quanto sentito, il ministro continua la visita nel centro, che nel frattempo non ha mai bloccato la sua frenetica attività.
Visita il laboratorio, gli ambulatori, la maternità, infine la stanza del manager, che gli chiede di lasciare un ricordo nel libro degli ospiti.
Poi, richiamato da uno dei suoi collaboratori, guarda l´orologio e decide di andare. Si è fermato circa ¾ d´ora.

Non so se questo tempo gli sia stato sufficiente a capire la situazione di un centro di salute in Sud Sudan.

Secondo me ha fatto una fotografia: una massa di gente bisognosa di cura; personale locale che lotta contro malnutrizione, malaria, carenza di farmaci; una serie di edifici dignitosi, ma che sarebbero abbattuti e ricostruiti se fossimo nel nord del mondo; un cielo stupendo, il sole che illumina tutto, ma che toglie il respiro ad ogni passo.

Una fotografia, "solo una fotografia".

Cosa ne farà? La terrà chiusa in un armadio e si dimenticherà presto di noi, o la riguarderà spesso, cercando di far qualcosa per questo travagliato popolo?

Cavoli, mi sono fermato un po´ troppo su questa visita.
Cercherò di recuperare la prossima settimana.

commenti: ( 0 )