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sabato 20 giu | ore 12.30 | pubblicato da Giovani Democratici Friuli Venezia Giulia
Le maggiori aree d'intervento riguardano la revisione dei piani di studio tesa ad una sua essenzializzazione e una razionalizzazione della rete scolastica tramite il ridimensionamento dei plessi. Negli istituti tecnici verranno ricondotti tutti gli indirizzi di studio che trovano un loro “doppione” negli istituti professionali, i quali subiranno un decurtamento dell'offerta formativa a favore dei primi.
Per quanto riguarda tutti gli indirizzi sperimentali, verranno tagliati senza una previa valutazione della qualità dell'insegnamento, con questo la scuola secondaria italiana fa solamente un balzo indietro riducendo l'offerta ai minimi termini. Le tipologie di liceo già presenti, classico, linguistico, scientifico e delle scienze umane, non subiranno grandi variazioni, avranno però un orario massimo di 30 ore settimanali.
Tutte queste indiscriminate riduzioni d'orario non sono però chiaramente affiancate da modifiche dei programmi di studio. Verranno introdotti due ulteriori tipi di licei, uno di stampo artistico, e uno musicale e coreutico. I licei musicali e coreutici avranno una rilevanza relativa, essendo già presenti istituti come conservatori musicali e accademie teatrali.
Il senso della riforma è ridurre le possibilità per i ragazzi di avere una qualifica immediatamente spendibile terminato il percorso formativo, a vantaggio di qualifiche puramente teoriche che necessitano di una prosecuzione degli studi. L'ampliamento degli indirizzi dei licei, produrrà solamente una minor specializzazione, tagliando essenzialmente l'insegnamento di materie di carattere tecnico e professionale e quindi opportunità lavorative.
I corsi d'istruzione serali per adulti, subiranno un taglio netto causato da un numero contenuto di materie d'insegnamento e legando l'autorizzazione alla prosecuzione, agli esiti finali di quest'ultimi.
La scuola che vorrebbero i giovani democratici, non è una scuola fatta di apparenze con grembiulini e maestro unico in memoria “dei bei tempi passati”, ma una scuola moderna dove a tutti siano garantite le stesse possibilità e dove vinca il merito rispetto ad un insieme di favoritismi sotto tutti i punti di vista.
Per cercare, almeno in parte, di sopperire alle mancanze dei nostri governanti abbiamo scritto una petizione rivolta al consiglio regionale, con le nostre linee guida per alleviare gli effetti della riforma.