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Opinioni sul referendum del 21 giugno 2009

Referendum: convintamente mi astengo

giovedì 18 giu | ore 17.38 | pubblicato da Giovani Democratici Friuli Venezia Giulia

Il dibattito sul referendum è andato sottotraccia, coperto dai ballottaggi per le amministrative e dal prossimo congresso del PD, oltre che da simpatiche rimpatriate di gente vestita di verde alla presenza-non smentita-di qualche ministro.

I tre quesiti che troverete sulla scheda domenica prossima sono tre: i primi due riguardano il premio di maggioranza, attualmente assegnato alla coalizione che ottiene più voti, in caso della vittoria del SI il premio andrà alla lista che ottiene più voti.

Il terzo e ultimo riguarda la possibilità di candidature multiple, cioè quel meccanismo per cui i partiti individuano candidati prendi-tutto da inserire in più collegi, se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio.

Questo è il quadro, trovo l'ultimo quesito condivisibile(peraltro il Partito Democratico e Franceschini hanno abbandonato questa pratica già da queste elezioni Europee). Per quanto riguarda i primi due quesiti penso sia necessaria più di una riflessione, indipente dall'opinione dei più anche nel Partito Democratico. 

Se dovessero vincere i Sì, cosa improbabile considerato il quorum del 50%, le indicazioni della Lega e adesso anche di Berlusconi che si è rimangiato quanto detto in precedenza, la lista che otterrà più voti avrà diritto  a 340 su 630 seggi alla Camera e il 55% dei seggi al Senato, creando un bipartitismo di fatto.

Sicchè, stando agli ultimi risultati delle elezioni-politiche o Europee è lo stesso-il PDL otterrebbe da solo la maggioranza assoluta in entrambe le Camere.

Ciò liberebbe Berlusconi di quel fastidioso impaccio rappresentato dalla Lega, che scalpita reclama spazi e talvolta mette in difficoltà la maggioranza, e gli consegnerebbe sine die il governo del Paese.

Si può obiettare che, nostante le affermazioni dei suoi legali e dei suoi medici, ad un certo momento avverrà il passaggio dello scettro del centrodestra in Italia, e dunque si tornerà ad una dialettica normalmente democratica tra partiti, due.

Ma anche in questo caso non mi pare, a meno di sforzi di ingegneria costituzionale, che si possa rappresentare la società italiana in un sistema bipartitico, artificialmente reso bipartitico. 

La semplificazione, la tensione verso il bipolarismo, la governabilità, sono obiettivi che lentamende stiamo raggiungendo e ai quali giustamente aspiriamo, il referendum era nato sulla base di queste richieste. L'esperienza del governo Prodi, positiva sotto diversi aspetti, ha lasciato nel Paese la preoccupazione che si possa tornare ad una coalizione di governo sostenuta da diciotto partiti, con il risultato di un tangibile vuoto di potere e di un grande casino generale.  Attenzione però a non essere troppo semplicisti, non vogliamo una coalizione che va da Mastella a Diliberto, ma perchè ruzzolare fino ad un sistema con due partiti e gli altri fuori? Esistono soluzioni intermedie, rappresentative e funzionanti, come dimostra l'attuale Parlamento.

I risultati di tutte le elezioni dal 2008 in poi(le prime con PD e PDL)mostrano come i partiti “piccoli” nel complesso raccolgono intorno al 40% dell'elettorato. Si costituirebbe un bipartitismo di fatto, ma in maniera artificiale, ignorando l'espressione dei cittadini. La democrazia non dev'essere semplice, come sento dire da taluni sostenitori del Referendum, ma rappresentativa e funzionante, un sistema dal governo stabile e dove tutti i cittadini si riconoscano. 

La storia repubblicana è stata contrassegnata dalla presenza di diversi partiti con diverse identità, alcuni veramente piccoli altri più robusti, pensare che questi possano trovare casa nel PD o nel PDL mi sembra forzato. Pensate che Nichi Vendola o Ferrero possano entrare nel nostro Partito, quando con difficoltà conviviamo con quelli che già abbiamo? La Sinistra ha raccolto il 6,7% dei voti alle ultime elezioni, non mi pare si possa ignorare completamente questa parte di società italiana. Lo stesso discorso va fatto per l'UDC: se dovesse essere abrogato il premio di maggioranza alla lista, saprebbe il PD accogliere parte del Centro da un lato e la Sinistra dall'altro?la mia risposta è no, e se ciò dovesse accadere porterebbe ad una cattiva rappresentanza, con una sorta di liofilizzazione delle idee, e all'instabilità interna. 

Per queste ragioni domenica non andrò a votare, e non andrò al mare, la mia è un'astensione convinta. La legge va cambiata in Parlamento, quella attuale è una porcheria, ma non stupitevi scoprendo che si possa fare ancora di peggio. 

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