Giovani Democratici Giovani Democratici pordenone udine gorizia trieste Giovani Democratici rss

Home  » Notizie » News

Sandro Pertini: il ricordo

A vent'anni dalla scomparsa, ricordiamo un grande Presidente della Repubblica e, prima di tutto, un grande uomo

mercoledì 24 feb | ore 13.48 | pubblicato da Giovani Democratici Friuli Venezia Giulia

24 febbraio 1990 – 24 febbraio 2010

 

SANDRO PERTINI

  Ha detto:

 “E' meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature.”

 “Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.”

 “Il fascismo è l'antitesi della fede politica, perché opprime tutti coloro la pensano diversamente.”

 “L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.”

 
La vita - Alessandro Pertini detto Sandro, (Stella San Giovanni, 25 settembre 1896 Roma, 24 febbraio 1990) è stato un avvocato, un giornalista, un uomo politico italiano e, dal 1978 al 1985, il settimo Presidente della Repubblica Italiana.

Esponente del Partito Socialista Italiano fu, sin dalla presa del potere del Fascismo, tra i più fervidi oppositori del regime e per questo fu condannato dal Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato, dopo aver trascorso un lungo periodo di esilio in Francia, prima al confino e successivamente al carcere.

Alla caduta del regime instaurato da Benito Mussolini divenne uno degli esponenti di primo piano della Resistenza italiana e membro del Comitato di Liberazione Nazionale.

 Nell'Italia repubblicana venne eletto deputato all'Assemblea Costituente,  ricoprendo per due volte consecutive, dal 5 giugno 1968 al 25 maggio 1976, la carica di Presidente della Camera dei Deputati per poi essere eletto, l'8 luglio 1978, Presidente della Repubblica.

 “Non basta dire quel che si pensa, bisogna anche pensare a ciò che si dice".

Questo il ritratto che Montanelli fece del presidente della Repubblica Sandro Pertini negli anni Ottanta. Un ritratto veritiero che in poche frasi racchiude l'essenza di un uomo amato dal suo paese quando fu in carica e che, a 20 anni dalla sua morte, non si deve affievolire, ma deve restare come monito continuo e crescere anche nelle generazioni che non l'hanno visto e conosciuto. Da partigiano della libertà a presidente degli Italiani.

La sua costante presenza nella vita pubblica italiana è stata probabilmente il  motivo della sua grande popolarità, nei momenti cruciali della storia italiana di quei sette anni, nelle situazioni piacevoli come nei momenti difficili. 

Da molti è considerato il Presidente più amato dagli italiani, per l'amore verso la Patria, per il suo grande carisma, per la sua vena ironica, per il suo modo di fare sempre schietto e incurante dell'etichetta, per l'amore verso i bambini a cui prestava molta attenzione durante le famose visite giornaliere delle scolaresche al Quirinale e per aver inaugurato un nuovo modo di rapportarsi con i cittadini, con uno stile franco, diretto e amichevole.

Non solo: la schiettezza e la pragmaticità di Pertini si riflesse costantemente nella sua azione politica ed istituzionale, facendolo apparire come un presidente che puntava alla concretezza, rifiutando compromessi e imponendosi con il suo alto rigore morale.

 La sua personalità era intrisa dei principi che hanno ispirato la democrazia  parlamentare e repubblicana, nata dall'esperienza della Resistenza partigiana; era solito sostenere il suo rispetto della fede politica altrui tanto quanto il suo fermo rifiuto del pensiero fascista e di tutte le ideologie che rinneghino la libertà dell'uomo, lui che in nome della libertà sacrificò la sua giovinezza, una giovinezza impegnata nella lotta. Al termine del mandato presidenziale divenne come i suoi predecessori e come previsto dalla Costituzione, Senatore a vita.

 La notte del 24 febbraio 1990, all'età di 94 anni, si spense, a Roma nel suo appartamento privato.

 A vent’anni dalla scomparsa ricordiamo la sua lezione di democrazia…sempre attuale, sempre onesta, sempre antifascista!

Ciao Presidente Pertini!

allegati: Sandro Pertini

commenti: ( 0 )