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DOVE SI RINNOVA LA SOCIETÀ:
Scuola e Università

L'università e la scuola fanno parte delle fondamenta sulle quali costruire i Giovani Democratici.

Noi vogliamo un'istruzione pubblica, accessibile a tutti, dove si vada avanti per il proprio valore, crediamo che il merito sia il grimaldello contro le differenze sociali.
Vogliamo un'istruzione competitiva a livello europeo, è essenziale un modello che permetta un controllo pubblico ma si esplichi negli atenei con la libertà di assumere liberamente professori e finanziare la ricerca.
Bisogna interrompere le logiche assistenzialiste e sprecone che, come sappiamo, non sono soltanto un problema del sud Italia.

La nostra regione, non possiamo negarlo, è in una posizione per cui rischia d'essere continuamente ai margini.

Il rischio di essere sottorappresentati è manifesto, basti guardare i risultati delle elezioni al CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari: se non sapremo organizzarci saremo condannati all'irrilevanza politica.

Possiamo assumerci un impegno comune: da oggi fino al 2010, per le prossime elezioni del CNSU lavoreremo assieme per trovare una candidatura che non sia solo di bandiera o di servizio, ma dia un segnale chiaro.

La nostra regione ha un importante contributo da dare.
Se riusciremo in questa impresa, non necessariamente eleggendo un rappresentante, ma perlomeno a costruire le basi per essere credibili e competitivi, avremo segnato un primo successo dei Giovani Democratici del Friuli Venezia Giulia.

È necessario radicarci nei due atenei di Trieste e Udine: dobbiamo organizzare la nostra presenza; edanche qui, non solo al fine di vincere le elezioni ma, soprattutto, di essere riconosciuti rappresentanti della vasta comunità universitaria.

Nelle scuole superiori c'è molto lavoro da fare, riteniamo una fortuna che nella nostra Assemblea Regionale ci siano anche degli studenti delle superiori: ciò dimostra che il progetto riformista ha sostegno anche tra i giovanissimi. Non è ancora abbastanza, ma su di loro dovremo puntare per crearci uno spazio nelle comunità degli studenti.

Ci si pone l'obiettivo di collaborare con le realtà già esistenti, come l'UDS, senza nasconderci che la galassia delle sigle studentesche ha difficoltà a trovare un suo centro: noi dovremo essere quel centro.

Le difficoltà di questo progetto sono evidenti: sappiamo che non è facile portare il nostro simbolo nelle scuole.
Troveremo dunque assieme la maniera migliore, ricorrendo a metodi nuovi e a quelli più antichi: torneremo, ad esempio, ad attaccare e distribuire volantini e intervenire nelle assemblee.

Sarà necessario uno sforzo di immaginazione, che ci permetta di organizzarci nelle province in maniera capillare, essere presenti nelle consulte provinciali come nei consigli d'istituto.

I ragazzi e le ragazze che vanno a scuola rappresentano molti dei fenomeni sociali di cui leggiamo sui giornali, spesso lì si svolge il futuro prima che accada. Stare nelle scuole, essere presenti significa poter comprendere ed anticipare la nostra società.

FORMAZIONE

La formazione deve rivestire un ruolo centrale nelle politiche che dobbiamo perseguire.

Per questo ci deve essere un canale permanente di collegamento tra il Partito Democratico e il movimento giovanile.

Inoltre, c'è bisogno di fornire quelle basi per prepararsi a governare un domani (ad iniziare dai comuni) e quindi conoscere gli strumenti che abbiamo in mano per agire nella vita pubblica ed istituzionale del paese, ad esempio per fare proposte alternative in un'amministrazione dobbiamo essere in grado di "leggere" un Bilancio e conoscere la differenza che corre tra una Convenzione ed un Consorzio tra Comuni.

Ma cosa ancora più importante è la formazione culturale e politica delle persone, portandole a conoscere le tematiche di attualità, ma anche la storia e i valori che rappresentano questo movimento giovanile che si riconosce nei valori fondamentali della Costituzione.

Uno degli obiettivi che ci poniamo è quello di realizzare una scuola di formazione estiva cercando assieme al Partito Democratico Regionale e gli organi locali di riproporre l'esperienza di Cortona.

Questo non solo per aumentare le nostre competenze.
Ma perché siamo convinti che far parte di un'organizzazione politica giovanile significhi anche passare del tempo insieme, conoscersi al di là delle mere posizioni politiche, creare uno spirito di gruppo.

Anche così si costruisce l'unità.

Anche così si pongono su più solide basi le fondamenta della nostra organizzazione. E soprattutto stando il più possibile tutti assieme si combattono, e si sconfiggono, le nostalgie del passato.

INFORMAZIONE

C'è l'esigenza di far sentire forte la voce dei Giovani Democratici nei mezzi di comunicazione: dai giornali ad Internet, perché non possiamo lasciare alle destre quel monopolio di informazione verso i giovani, in particolare attraverso la televisione, che ora stanno attuando.

Non dobbiamo permettere che sia Berlusconi a decidere quale messaggio debba passare e quale meno, dobbiamo puntare ad un'informazione che sia reale e libera, non virtuale: noi non siamo dei polli di allevamento arcoriano.

La vita non è un Reality Show e l'informazione non deve essere un cabaret di stampo TG4.

Inoltre dobbiamo utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione che ci permettono di raggiungere migliaia di persone in tutto il mondo, perlopiù a costo zero.

Crediamo quindi nella necessità di creare in tempi brevissimi un sito internet dei GD della nostra regione, una mailing-list che ci permetta di essere in contatto continuo, ed anche una e-zone, un mensile che faremo girare su internet dove poter sviluppare riflessioni sull'attualità, esprimere le nostre opinioni e pubblicizzare le iniziative sul territorio e nelle province.

ORGANIZZAZIONE

Il movimento giovanile che sta nascendo ha bisogno di un'organizzazione forte e strutturata per far nascere e radicare il movimento giovanile in tutta la regione e promuovere l'informazione affinché il movimento cresca in modo armonico nelle singole province.

È con la logistica che si vincono le battaglie culturali, non soltanto con le "truppe cammellate": se forse non disponiamo della potenza economica dei Giovani del PDL, abbiamo un'energia che loro non hanno, la passione, è questa che sarà la nostra arma più forte.

L'Esecutivo regionale nominato dal segretario sarà composto da responsabili e "sottoresponsabili" e sarà rappresentante di tutti soprattutto tramite l'adozione di scelte che siano il più possibile condivise.

Questo non solo al fine di cementare la solidarietà interna all'organizzazione, ma anche perché le scelte condivise implicano pure la condivisione delle responsabilità e delle conseguenze che queste scelte comportano.

All'Esecutivo in senso stretto verrà, inoltre, affiancato un gruppo più largo di "sottoresponsabili".

A questo riguardo è nostra idea che tali figure vengano scelte tramite un confronto aperto all'interno dell'Assemblea regionale nei prossimi mesi.

AMBIENTE

Parlare di ambiente è un po' come parlare delle nostre preoccupazioni per il futuro, al centro delle quali si trova sicuramente il riscaldamento globale del pianeta che ormai viene quasi unanimemente considerato come il vero pericolo da affrontare con politiche capaci di pensare al domani.

Noi giovani partiamo da un punto di vista sicuramente diverso rispetto all'attuale classe politica, soprattutto italiana, che non può percepire fino in fondo le nostre preoccupazioni per una questione non solo semplicemente anagrafica, ma anche storica e culturale.

Essere cresciuti con il credo del progresso capace di risolvere tutti i problemi ed anche con strumenti di valutazione non adeguati per percepire la complessità del problema climatico globale, sicuramente non aiuta i nostri politici a prendere decisioni lungimiranti: la questione ambientale è infatti imprescindibile dallo stile di vita e dalla scelte economiche.

Non si possono realizzare politiche ambientalmente sostenibili senza pensare di mettere in discussione il nostro stile di vita e la logica del profitto immediato imperante nelle scelte economiche.

In concreto crediamo che le amministrazioni debbano impegnarsi per la creazione dei processi indicati affrontando il problema in maniera complessiva:

  1. Aderire all'Agenda 21 locale e redigere bilanci di sostenibilità ambientale;
  2. Fare accurate valutazioni dei propri consumi, rivolgendosi alle ESCO (Energy Service Company);
  3. Fare del tema ambientale il filo conduttore del proprio programma e non relegarlo a qualche azione specifica;
  4. Inasprire le pene per i reati ambientali ed intensificare i relativi controlli;

POLITICHE SOCIALI ED IMMIGRAZIONE

L'emblema della nostra società è la moneta da un euro con l'immagine incisa dell'uomo Vitruviano: scegliamo come nostro riferimento l'uomo rappresentato o il valore economico?

Per noi Giovani Democratici in una società civile che guarda al futuro la risposta è scontata... l'uomo è la priorità!

In questi ultimi anni però si è persa di vista l'essenza della persona rappresentata dalle sue necessità e potenzialità e ci si è concentrati unicamente sugli aspetti materiali e consumistici ad essa inevitabilmente collegati: tra l'uomo e il valore economico la scelta è caduta su quest'ultimo; anzi il valore dell'uomo è stato trasformato in un bene economico: è stato monetizzato.

La politica ha il dovere di riconoscere quali sono i punti di riferimento che devono guidare lo sviluppo della società; noi giovani ci mettiamo in prima linea nel far emergere questi elementi per salvaguardare il nostro futuro e quello delle generazioni che ci seguiranno.

Riteniamo fondamentale, rispetto alla questione dell'immigrazione, la politica dell'accoglienza. Le nostre frontiere devono essere aperte allo straniero che giunge nel nostro paese. Ad esso però dobbiamo garantire una legislazione valida e affidabile.
Dobbiamo garantire ad ogni straniero diritti e doveri.

Riteniamo necessario, per prima cosa, iniziare ad educare il cittadino italiano alla politica dell'accoglienza, rendendolo consapevole della fortuna che ha di vivere in Italia, e portando alla sua conoscenza le situazioni in cui si trovano a vivere le persone nel loro paese di origine che giungono qui nel tentativo di migliorar la loro condizione. Ugualmente va perseguita l'educazione dello straniero giunto in Italia sulla storia, la cultura e la lingua italiane al fine di fornirgli gli strumenti per potersi integrare nella società italiana.

L'interculturalità e l'integrazione sono sfide quotidiane che vanno affrontate con coraggio e determinazione e saranno uno dei parametri importanti per stabilire se siamo riformisti solo nelle parole o anche nei fatti. Dell'importanza dell'interculturalità dobbiamo essere tanto più consapevoli nella nostra Regione in cui risiedono minoranze nazionali, linguistiche, culturali, religiose.

Il Partito Democratico ed i Giovani Democratici, per la vocazione maggioritaria che indicano come loro obiettivo, devono perseguire anche la rappresentanza di queste parti della nostra società.

La famiglia è il nucleo fondamentale della società dove l'uomo riceve la prima educazione e sperimenta il confronto con gli altri.
Proprio perché è un piccolo mondo, arricchito dall'amore e dall'affetto che tiene unite le persone, riflette le dinamiche della società moderna e quindi oggi ha bisogno di manifestarsi in forme nuove e di trovare delle risposte concrete a problemi che la mettono seriamente in crisi.

Proprio per questo noi giovani democratici riteniamo che sia necessaria una politica più incisiva nei confronti della famiglia, con interventi a tutela e promozione delle relazioni familiari in qualsiasi forma si presentano.

Questo dovrebbe avvenire in primo luogo attraverso il sostegno della genitorialità, con il miglioramento dei servizi educativi pubblici, privati e del no profit. Inoltre riteniamo che per migliorare il benessere della famiglia sia necessaria una riorganizzazione del mercato del lavoro con una rimodulazione degli orari che permetta di conciliare la vita lavorativa con la vita familiare.

La casa è un altro aspetto da salvaguardare: crediamo sia importante incrementare il patrimonio abitativo a canone agevolato, soprattutto per le giovani coppie; creare un accesso facilitato ai fondi per la costruzione invitando gli imprenditori a predisporre dei piani di investimento nel settore edilizio.

Per un giovane è importante toccare con mano e conoscere le difficoltà che pesano sulla società, ma anche arricchire di umanità il proprio bagaglio di esperienze.
Il volontariato è lo strumento per raggiungere questi scopi.

Pensiamo ad esempio a chi si reca ad abitare e a lavorare in un paese in via di sviluppo con lo scopo principale di creare un incontro/scambio tra culture diverse che si riconoscono e si confrontano nella pari dignità delle loro differenze.

In questo anche la scuola può formare e creare dei momenti di incontro perché anche gli studenti possano avvicinarsi a questo tipo di esperienze, contribuendo così a educare in modo attivo quello che sarà il cittadino di domani. Anche il servizio civile è uno strumento indispensabile per una formazione civica e formativa di alto valore : va promosso con forza in tutte le sue forme quale elemento qualificante di una società.

POLITICHE EUROPEE ED INTERNAZIONALI

L'attuale nostra realtà è soggetta ad una grave crisi del sistema economico internazionale che necessita in modo evidente di più politica e che, invece, registra allo stesso tempo una sempre maggiore difficoltà da parte di essa di porsi all'altezza della crisi internazionale.

Da ciò scaturisce l'esigenza di potenziare e costruire consenso sul ruolo dei soggetti pubblici sovranazionali, a partire dal progetto politico dell'UE.

Con l'allargamento a Romania e Bulgaria i paesi dell'Unione sono divenuti 27. È un risultato storico che va nella direzione della creazione di uno spazio di cittadinanza fatto da oltre 450 milioni di persone. Il percorso di allargamento va ora accompagnato però da un altrettanto celere percorso di approfondimento del legame comunitario.

Su tale progetto la nostra generazione ha definito un pezzo essenziale della propria identità di giovani italiani ed europei nella consapevolezza che le possibilità del nostro paese di stare positivamente nei nuovi scenari della competizione internazionale si declinano tutte sul terreno della sua compiuta integrazione nel progetto europeo.

L'Europa quale attore politico globale diviene sempre più una necessità storica. È l'attuale fase di disordine mondiale ad evidenziarne l'indispensabilità.
C'è bisogno di riconquistare, oltre al primato della politica sull' economia , anche il primato del multilateralismo sull'unilateralismo.

Riteniamo infatti che la lotta alla povertà, alla fame, alle malattie a grande diffusione, l'agevolazione dei movimenti migratori, la protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, un massiccio impegno per l'istruzione e un sistema di controllo restrittivo sul commercio delle armi, possano, anche in tempi brevi, modificare le condizioni di vita di oltre metà dell'umanità e incidere a monte sulle cause principali dei conflitti.

La riduzione degli aiuti allo sviluppo, la mancata adozione di misure di cancellazione del debito estero dei paesi del cosiddetto Sud del Mondo, la corsa al business delle armi, sono segnali gravissimi di disinteresse e di emarginazione che popolazioni sempre più numerose, a partire dagli anni '80, rifiutano, manifestando questo rifiuto con sempre maggiore ricorso alla violenza.

Va ricordato inoltre che questa primavera ci saranno nell' Unione Europea le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, momento importante in cui il movimento giovanile deve essere preparato e pronto ad aiutare in questa sfida il Partito Democratico.

Uno dei temi che più hanno messo in difficoltà il nostro Partito è stata proprio la collocazione internazionale dello stesso. Il Friuli Venezia Giulia come regione di frontiera può apportare un contributo importante a questo dibattito. La politica europea è il nostro pane quotidiano, non è una questione di chi colloca il proprio vessillo per primo sul "monte PD" come troppo spesso sembra connotarsi il dibattito nazionale.

Noi intendiamo conservare e rafforzare tutte le relazioni internazionali ereditate dal nostro movimento e cercare, coerentemente con quanto verrà deciso in merito a livello nazionale, di fare della campagna elettorale per le elezioni europee un'occasione per approfondire ulteriormente queste relazioni, confermando l'identità del Partito Democratico e dei Giovani Democratici come parti integranti ma originali di un ampio campo riformista, europeista e di centrosinistra, operanti in un rapporto organico con le principali forze socialiste, democratiche e progressiste, promuovendone l'azione comune.

ETICA E POLITICA

La politica è uno degli aspetti più influenti della società.

I partiti politici italiani, come sappiamo, non godono più della fiducia dei cittadini.
Sono ormai lontani i tempi in cui le piazze di tutte le città italiane si riempivano per ascoltare i rappresentanti istituzionali.
Siamo realisti e affermiamo che si è perso quel legame fondamentale che teneva legati i cittadini alla politica.

Questo anche a causa di Tangentopoli, terremoto che ha sconvolto la scena politica all'inizio degli anni 90 e che ha accentuato la diffidenza verso la politica ed i politici.
La situazione è peggiorata negli ultimi anni: è stato degradante scoprire la quantità di personaggi politici che avevano subito condanne e che nonostante ciò occupavano incarichi importanti (e a volte istituzionali) all'interno del nostro Paese, Ciò allontana ancor di più i cittadini dalla politica: noi proponiamo di risolvere ilproblema alla radice.

Il Movimento Giovanile crede che si debba porre al primo posto l'onestà della gestione della cosa pubblica, e che si debba lanciare un segnale forte ed indissolubile allontanando qualche personaggio poco trasparente.

Un altro motivo di malessere per la società italiana è quello relativo agli alti costi della politica, crediamo sia necessario riconsiderare sia l'enorme quantità di rimborsi e vitalizi previsti per i politici, sia ristabilire un controllo e una regolamentazione a tutto quel sottobosco politico che gravita attorno ai palazzi della politica romana e regionale, come movimento giovanile riteniamo che ci debba essere un limite massimo di due mandati per essere delegati in parlamento e tre per i consiglieri regionali, provinciali e comunali.

Per non aver mummie politiche all'interno delle istituzioni, in questa maniera verranno garantiti un rinnovamento continuo dei parlamentari e la capacità di affrontare le problematiche che si presenteranno in maniera sempre dinamica e al passo coi tempi.

LAVORO

Nel mondo del lavoro c'è un'altra categoria che soffre: quella dei giovani.

Sempre più ragazzi che, terminata la scuola, faticano a trovare spazio nel mondo del lavoro. Anche giovani che si sono laureati con ottimi risultati vivono per anni nel precariato senza garanzie e senza quindi la possibilità di fare progetti a lungo termine. Per loro il lavoro è stato trasformato in progetti a tempo, la retribuzione è il più delle volte insufficiente a soddisfare i bisogni. Molti giovani che riescono nel mondo del lavoro sono raccomandati e quindi a volte solo chi ha conoscenze può sperare di veder fruttare a pieno il proprio potenziale.

Al Sud un laureato su quattro trova lavoro, entro tre anni dalla tesi, grazie a canali "informali" e neanche al nord questo tipo di situazioni sono superate.

Il Movimento dei Giovani Democratici dovrà stimolare il Partito Democratico a proporre provvedimenti per tutelare i giovani che entrano nel mondo del lavoro: certe forme di contratto che sfiorano lo sfruttamento dovranno essere modificate e si dovrà creare un sistema equanime, in cui tutti, indipendentemente dalle amicizie e dalle parentele, possano raggiungere il livello che gli spetta in base alle loro capacità, perché niente qualifica di più una società ed uno stato che basa le sue scelte sulla meritocrazia.

Questo documento non può e non vuole essere onnicomprensivo. Siamo un'organizzazione giovanile e saremmo contradditori con la nostra ragion d'essere se pensassimo di imbrigliare tutte le nostre attività in poche pagine di testo. Abbiamo le competenze, le persone e le possibilità per poter realizzare quanto scritto in queste righe e molto altro. Se avremo successo o se falliremo dipenderà principalmente da noi.

APPROFONDIMENTO EUROPEO
NOI E L'EUROPA

POLITICHE EUROPEE ED INTERNAZIONALI

L'attuale nostra realtà è soggetta ad una grave crisi del sistema economico internazionale che necessita in modo evidente di più Politica; invece si registra una sempre maggiore difficoltà da parte di essa di porsi all'altezza della crisi internazionale.
Da ciò scaturisce l'esigenza di potenziare e costruire consenso sul ruolo dei soggetti pubblici sovranazionali, a partire dal progetto politico dell'UE.
Con l'allargamento a Romania e Bulgaria i paesi dell'Unione sono divenuti 27. È un risultato storico che va nella direzione della creazione di uno spazio di cittadinanza fatto da oltre 450 milioni di persone. Il percorso di allargamento va ora accompagnato però da un altrettanto celere percorso di approfondimento del legame comunitario.
Su questo progetto la nostra generazione ha definito un pezzo essenziale della sua identità: giovani italiani ed europei, nella consapevolezza che le possibilità del nostro paese di essere centrale nella competizione internazionale si declinano tutte sul terreno dell'integrazione nel progetto europeo.
L'Europa, quale attore politico globale, diviene sempre più una necessità storica anche per dare soluzione all'attuale fase di disordine mondiale.
C' è bisogno di ristabilire un rapporto virtuoso tra politica ed economia, che in entrambe veda spazi di interdipendenza e di autonomia, per uscire dalla crisi attuale e governare gli eventi futuri.
La strada tracciata dalla nuova amministrazione americana, con l'abbandono delle politiche unilaterali della prepotenza della destra di Bush, è caratterizzata dalla scelta del multilateralismo e del dialogo interculturale, come dimostrato dalle prime uscite ufficiali del Presidente Obama. Noi siamo con Obama, riteniamo infatti che la lotta alla povertà, alla fame, alle malattie di grande diffusione, la preoccupazione per i movimenti migratori, la protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, un massiccio impegno per l'istruzione e un sistema di controllo restrittivo sul commercio delle armi, possano, anche in tempi brevi, modificare le condizioni di vita di oltre metà dell'umanità e incidere a monte sulle cause principali dei conflitti.

Dobbiamo sopratutto impegnarci per raggiungere gli 8 obiettivi del Millennio:

  • eliminare fame e povertà
  • assicurare l'educazione
  • promuovere la parità tra i sessi
  • ridurre la mortalità infantile
  • migliorare la salute delle gestanti
  • combattere l'AIDS e le altre malattie
  • assicurare la sostenibilità ambientale
  • lavorare insieme per lo sviluppo umano.

Questa primavera ci saranno nell' Unione Europea le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, momento importante in cui il nostro movimento deve essere preparato e pronto ad aiutare in questa sfida il Partito Democratico.

Sulla base delle relazioni che a livello europeo il Partito democratico sta intessendo con gli altri partiti progressisti europei, noi intendiamo conservare e rafforzare tutte le relazioni internazionali ereditate dal nostro movimento e faremo della campagna elettorale per le europee un'occasione per approfondire ulteriormente queste relazioni, confermando l'identità del Partito Democratico e dei Giovani Democratici come parti integranti ma originali di un ampio campo riformista, europeista.

Anche per questo riteniamo che i Giovani Democratici debbano sostenere l'iniziativa dell'ECOSY per l'Erasmus universale

POLITICHE SOCIALI ED IMMMIGRAZIONE

L'emblema della nostra società è la moneta da un euro con l'immagine incisa dell'uomo Vitruviano: scegliamo come nostro riferimento l'uomo rappresentato o il valore economico?
Per noi giovani democratici in una società civile che guarda al futuro la risposta è scontata… l'uomo è la priorità! In questi ultimi anni però si è persa di vista l'essenza della persona rappresentata dalle sue necessità e potenzialità e ci si è concentrati unicamente sugli aspetti materiali e consumistici ad essa inevitabilmente collegati: tra l'uomo e il valore economico la scelta è caduta su quest'ultimo; anzi il valore dell'uomo è stato trasformato in un bene economico: è stato monetizzato.
Riportare l'uomo al centro della questione politica, al centro cioè del dibattito della società umana, è il nostro obiettivo, far rinascere un nuovo umanesimo con vocazione europeista.

Alle vicende degli sbarchi sulle nostre coste o ai viaggi dentro le celle frigorifere dei tir, rispondiamo con la politica della legalità. Le nostre frontiere devono essere aperte agli stranieri, garantire una legislazione valida e affidabile; ristabilire politiche di certezza della pena per i criminali stranieri ed anche per i criminali che italiani che perseguono regolarmente violazione dei diritti umani.
L'interculturalità e l'integrazione sono sfide quotidiane che vanno affrontate con coraggio e determinazione e saranno uno dei parametri importanti per stabilire se siamo riformisti solo nelle parole o anche nei fatti.
Dell'importanza dell'interculturalità dobbiamo essere tanto più consapevoli nella nostra regione in cui risiedono minoranze nazionali, linguistiche, culturali, religiose. Il Partito Democratico ed i Giovani Democratici, per la vocazione maggioritaria che indicano come loro obiettivo, devono perseguire anche la rappresentanza di queste parti della nostra società. Vogliamo porre fine a quella che ci sembra un'enorme ingiustizia: anche gli stranieri che risiedono nel nostro territorio da tempi ragionevoli, devono avere il diritto di voto e di rappresentanza.

La famiglia è il nucleo fondamentale della società dove l'uomo riceve la prima educazione e sperimenta il confronto con gli altri.
Un piccolo mondo, arricchito dall'amore e dall'affetto che tiene unite le persone, che riflette le dinamiche della società moderna e oggi ha bisogno di manifestarsi in forme nuove e di trovare delle risposte concrete a problemi che la mettono seriamente in crisi.
Proprio per questo noi giovani democratici riteniamo che sia necessaria una politica più incisiva nei confronti della famiglia, con interventi a tutela e promozione delle relazioni familiari in qualsiasi forma si presentano. Questo dovrebbe avvenire in primo luogo attraverso il sostegno della genitorialità, con il miglioramento dei servizi educativi pubblici, privati e del no profit. Inoltre riteniamo che per migliorare il benessere della famiglia sia necessaria una riorganizzazione del mercato del lavoro con una rimodulazione degli orari che permetta di conciliare la vita lavorativa con la vita familiare.

La casa è un altro aspetto da salvaguardare: crediamo sia importante incrementare il patrimonio abitativo a canone agevolato, soprattutto per le giovani coppie; creare un accesso facilitato ai fondi per la costruzione invitando gli imprenditori a predisporre dei piani di investimento nel settore edilizio, per un giovane è importante toccare con mano e conoscere le difficoltà che pesano sulla società, ma anche arricchire di umanità il proprio bagaglio di esperienze. Il volontariato è lo strumento per raggiungere questi scopi. Pensiamo ad esempio a chi si reca ad abitare e a lavorare in un paese in via di sviluppo con lo scopo principale di creare un incontro-scambio tra culture diverse che si riconoscono e si confrontano nella pari dignità delle loro differenze.
In questo anche la scuola può formare e creare dei momenti di incontro perché anche gli studenti possano avvicinarsi a questo tipo di esperienze, contribuendo così a educare in modo attivo quello che sarà il cittadino di domani. Anche il servizio civile è uno strumento indispensabile per una formazione civica e formativa di alto valore : va promosso con forza in tutte le sue forme quale elemento qualificante di una società, promuovendo le forme di volontariato europeo.

LAVORO

Nel mondo del lavoro c'è un'altra categoria che soffre: quella dei giovani. Sempre più ragazzi che terminano la scuola faticano a trovare spazio nel mondo del lavoro. Anche giovani che si sono laureati con ottimi risultati vivono per anni nel precariato senza garanzie e senza quindi la possibilità di fare progetti a lungo termine. Per loro il lavoro è stato trasformato in progetti a tempo, la retribuzione è il più delle volte insufficiente a soddisfare i bisogni. Molti giovani che riescono nel mondo del lavoro sono raccomandati e quindi a volte solo chi ha conoscenze personali può sperare di veder fruttare a pieno il proprio potenziale. Nel sud un laureato su quattro trova lavoro entro tre anni dalla tesi, grazie a canali "informali" e neanche al nord questo tipo di situazioni sono superate.
Il movimento dei Giovani Democratici dovrà stimolare il Partito Democratico a proporre provvedimenti per tutelare i giovani che entrano nel mondo del lavoro: certe forme di contratto che sfiorano lo sfruttamento dovranno essere modificate e si dovrà creare un sistema equanime, in cui tutti, indipendentemente dalle amicizie e dalle parentele, possano raggiungere il livello che gli spetta in base alle loro capacità, perché niente qualifica di più una società ed uno stato che basa le sue scelte sulla meritocrazia.

In questo senso, il campo riformista deve fare autocritica rispetto alle politiche che ha sostenuto e seguito nell'ultimo decennio, che hanno contribuito a creare una "generazione in bilico" tra precarietà e disoccupazione, tra difficoltà a realizzare le proprie aspirazioni e la frustrazione per il declino possibile della propria condizione e delle proprie opportunità rispetto alla generazione precedente. Oggi la precarietà rende difficile l'accesso al credito, progettarsi un futuro stabile, avere un reddito sufficiente a rendersi autonomi.
La disparità tra la nostra generazione e quella dei nostri genitori è maggiore proprio nell'ambito delle tutele del lavoratore: oggi una generazione alla mercede del più sfrenato liberismo, a cui le politiche delle destre hanno impresso un'ulteriore spinta acceleratrice, si confronta con le esperienze dei propri genitori che dispongono di tutele contrattuali a cui la nostra generazione può solo aspirare, dovendo riconquistare ciò che altri avevano conquistato lottando per decenni. Tuttavia, non si tratta, per noi, di rivendicare un riequilibro al ribasso: non vogliamo che ai nostri genitori sia imposto lo stesso modello di relazioni contrattuali che ci ha resi una generazione precaria, aspiriamo invece e rivendichiamo il diritto ad un'equa retribuzione, ad un lavoro stabile, all'opportunità di accesso alle professioni, alla possibilità di crearci una professione o un'attività d'impresa in tempi ragionevoli e con minimi intoppi burocratici. Siamo una generazione piena di energie e potenzialità, abbiamo beneficiato di un sistema scolastico e universitario che ci ha fornito competenza e professionalità maggiori delle precedenti generazioni, ma un sistema sociale ed economico penalizzante ci impedisce di liberare le nostre energie. Vogliamo sfruttare ogni nostra potenzialità, perché lo sviluppo del paese e dell'Europa non può che venire da noi!
Proponiamo con forza una grande "rivoluzione" nella pubblica amministrazione all'interno dell'UE: vorremmo fosse garantita la mobilità dei lavoratori della pubblica amministrazione europea. In questo modo, oltre a garantire migliori servizi, si potrebbero usufruire le enormi potenzialità derivanti dall'integrazione e dalla sicura crazione di un ambiente lavorativo più stimolante.

AMBIENTE

Questo tema oggi non è più il cliché di una minoranza, un vezzo di alcuni. Sembra fortunatamente tutti se ne siano accorti, eccetto forse qualche esponente della maggioranza del nostro Parlamento.
La questione ambientale, assieme alla prospettiva europea, è la scommessa della nostra generazione, l'assicurazione sul nostro futuro. Intendiamo riprenderci il diritto di scelta sulle politiche di sviluppo, che fin'adesso non hanno mai tenuto conto delle generazioni future. Le nuove politiche europee e quelle mondiali ci sembrano vadano in questa direzione, ridurre le emissioni inquinanti e ripensare le politiche energetiche. Sembra che in Italia parlare di energia solare o eolica faccia ancora storcere il naso a qualcuno, ma la grande Germania, accanto all'energia nucleare produce un quarto del suo fabbisogno tramite energie pulite. Perche non fare lo stesso? La nostra generazione non può permettersi né la superficialità di chi non pensa al domani, né lo snobismo di chi pensa alle energie rinnovabili come un segno per distinguersi dagli altri: esse sono una necessità. Facciamo si che l'Italia diventi capofila in Europa delle politiche energetiche verdi.